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Category Archives: Archeologia

VALLE DEI TEMPLI AGRIGENTO

Profilo storico di Akragas – Agrigento Il Parco, ampio circa 1300 ettari, conserva uno straordinario patrimonio monumentale e paesaggistico che comprende i resti dell’antica città di Akragas e il territorio ad essa circostante sino al mare. Nella Valle dei Templi, dichiarata nel 1997 dall’Unesco “patrimonio mondiale dell’umanità”, si trova uno dei maggiori complessi archeologici del […]

Sabucina Area Archeologica Caltanissetta

La storia: La montagna di Sabucina si trova a circa 10 Km. a NE di Caltanissetta, sulla destra orografica del fiume Salso, l’antico Imera, e si eleva a m. 720 m. s.l.m. Insieme alla montagna di Capodarso, Sabucina controlla il punto in cui la valle del Salso si restringe e proprio per questa ubicazione strategica e geografica essa occupò nell’antichità una posizione di notevole rilievo a controllo delle vie di penetrazione militare e commerciale verso il territorio più interno di questa parte dell’isola, coincidente con l’area dell’antica Sikania.

Pertanto, anche se nel corso dei secoli mutarono le condizioni storiche e politiche, sul sito di Sabucina si susseguirono una serie di insediamenti, i quali, scanditi da poche interruzioni, si collocano cronologicamente dall’età del bronzo antico (fine III – inizi del II millennio a. C.) all’età ellenistica (inizi del III sec. a. C.). I dati archeologici ricavati dall’indagine scientifica e metodologica consentono di delineare nella maniera seguente le varie fasi di vita del centro di Sabucina.

Nell’età del bronzo antico, ai piedi della montagna di Sabucina, esistevano alcuni villaggi di facies castellucciana (XXIII-XV sec. a. C.);
Tra il XIII e il X sec. a. C., sui pendii della collina di Sabucina sorse un esteso abitato capannicolo della facies di Pantalica Nord del quale è stato possibile distinguere tre momenti di uso;
Tra il X e il IX sec. a. C., un modesto abitato riferibile all’orizzonte culturale di Cassibile, si impiantò sui resti del precedente villaggio capannicolo;
Tra l’VIII ed il VII sec. a. C., un nuovo insediamento con case rettangolari occupò la vetta e le pendici dell’altura e furono organizzate anche le aree di culto;
Nel VI sec. a. C., il sito venne ellenizzato dai coloni greci di Gela nell’ambito del loro progetto espansionistico verso l’interno della Sicilia, secondo un preciso disegno politico e militare, che prevedeva la fondazione di phouria (centri fortificati), o vere e proprie poleìs, a controllo delle vie di penetrazione commerciale e militare. In questo periodo furono costruiti il muro di fortificazione e gli ambienti a destinazione domestica.

Intorno alla metà del V sec. a. C., il centro subì una violenta distruzione; come tanti altri centri fortificati, ad opera di Ducezio, durante la rivolta delle città sicule contro i Greci (Diod. Xl, 91);
Nella seconda metà del IV sec. a. C., la città fu ricostrui-ta e chiusa da una nuova fortificazione, rafforzata da torri;
Nel corso del IV sec. a. C., Sabucina, così come tante altre città dell’Isola, fu nuovamente ripopolata, ad opera di Timoleonte, con nuovi coloni; l’abitato fu ricostruito e il muro di fortificazione rinforzato;
Dopo il 310 a. C. il sito fu abbandonato e la popolazio-ne si trasferì in fattorie e borghi ubicati ai piedi della collina;
Per l’età romana, imperiale soprattutto, si ha la testimonianza del formarsi di fattorie e ville nella pianura che si estende ai piedi della montagna, come suggerisce, peraltro, il complesso abitativo di Piano della Clesia e la relativa necropoli in contrada Lannari, dalla quale proviene il busto ritratto marmoreo dell’imperatore Geta (206-212 d.C.).

Necropoli Vassallaggi

Posto lungo la Strada Statale 122 verso Serradifalco, era già conosciuto già dal XIX secolo, ma solo dal 1905 fu sottoposto a campagne di scavi, che fino agli anni Sessanta del Novecento hanno permesso il rinvenimento di importanti tracce di attività umana, a partire dai Sicani dell’Età del bronzo (tombe a forno) fino ai primi secoli della cristianità. Ruderi di muri, abitazioni, tracciati viari, tombe e siti di culto raccontano un rigoglioso passato. Un numero sostenuto di manufatti, alcuni perfettamente conservati, sono oggi in diversi musei della Sicilia.
Il percorso, è raggiungibile da S. Cataldo (Sicilia-CL), tramite la SS n° 122. Esattamente al Km 4 si imbocca una strada interpoderale in terra battuta che conduce al sito dopo alcune centinaia di metri.

Percorso delle Miniere: dallo zolfo al sale

Si parte da Caltanissetta, visitando il Museo mineralogico e paleontologico della Zolfara. Finita la visita si raggiunge San Cataldo, che si supera per andare in zona Gabbara, l’area protetta che cela al suo interno diverse testimonianze della produzione solfifera. Questa si raggiunge dal Calvario di San Cataldo, attraverso la Contrada Giganna e Strada Provinciale 149 fino al cancello dell’area protetta. Da qui, finita l’escursione, si torna a San Cataldo e si procede per Apaforte, seguendo la Strada Statale 122 verso Serradifalco (il sito è poco a nord del paese).

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