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Category Archives: Caltanissetta e Provincia

CASTELLO DI FALCONARA

IL CASTELLO DI FALCONARA È UNA DELLE DIMORE STORICHE SICILIANE, PRESENTI SULLA COSTA SUD, CON PIÙ FASCINO: IL NOME PROVIENE DALL’ANTICA TORRE CENTRALE CHE, OLTRE A COSTITUIRE IL CORPO ORIGINARIO, VENIVA UTILIZZATA PER L’ALLEVAMENTO DEI FALCONI DA CACCIA. FALCONARA È L’UNICO CASTELLO DELLA PROVINCIA DI CALTANISSETTA AD AFFACCIARSI SUL MARE IN PROSSIMITÀ DI BUTERA.
L’edificazione della torre centrale risale probabilmente al XIV secolo, dopo il 1313, durante la guerra dei Vespri tra Aragonesi di Sicilia ed Angioini di Napoli, quando alcuni pirati angioini poterono sbarcare tra Terranova e Licata, per assalire e saccheggiare Butera. Di certo, la torre esisteva il 18 ottobre 1392, quando Re Martino I la assegnò in feudo con la contea di Butera alla famiglia nobile catalana degli Ademar. Sicuramente fino alla fine del XVIII secolo, la torre assolveva ancora al suo compito di vigilanza e di difesa dalle incursioni piratesche, infatti, Camillo Camilliani l’aveva già inclusa nel suo piano di difesa dell’isola del 1584.

Oggi il Castello mostra ancora integra la struttura quattrocentesca aragonese, e le sue tre fasi di costruzione. Da notare, sul prospetto dove si trova l’ingresso, si distingue nella torre una cannoniera. Degno di particolare nota il parco che circonda il Castello: ricco di palme e di essenze storiche, tra cui un Fico d’India a fiore a palme rotonde, una specie che in Sicilia si trova solo nell’Orto Botanico di Palermo.

Il Castello nella torre dispone di ampii locali con arredi suggestivi, ideali per organizzare eventi privati e aziendali, come meeting e congressi di sicuro successo e impatto emotivo.

CASTELLO DI MAZZARINO

Il Castello di Mazzarino sorge su una lieve altura, in prossimità dell’attuale centro storico. I resti fuori terra visibili consentono una lettura ricostruttiva dell’impianto a pianta quadrangolare con torri cilindriche angolari.

Il castello garantiva il controllo delle sottostanti vallate dei torrenti Braemi e Disueri. Anche dopo l’edificazione dell’attuale abitato di Mazzari­no, sviluppatosi alle pendici del castello verso sud, mantenne nei confronti del paese tale posizione strategica. Volgarmente viene definite ‘U cannuni’, probabilmente per la similitudine che, nella fantasia popolare, assume la cilindrica torre di sud-ovest, unica interamente superstite, con un grande cannone.

In origine il castello era costituito da quattro torri cilindrichi legate da cortine murarie merlate, all’interno delle quali si sviluppavano gli ambienti abitativi e di servizio, oltre vari cortili interni. Oggi rimangono ben definite, anche se frammentate in alzato, soltanto la parete sud ed in parte le cortine a nord ed ovest.

Le torri occidentali, dimensionalmente maggiori rispetto a quelle orientali, erano costituite da tre livelli collegati da scale in pietra ricavate all’interno delle stesse. L’ingresso avveniva attraverso una apertura a sesto acuto sita tra le due torri occidentali, della quale oggi restano poche tracce visibili.

Le pareti nord e sud presentano varie aperture tipologicamente diverse a dimostrazione della edificazione in varie fasi, rilevabile anche dalla lettura della merlatura inglobata a quota del calpestio del terzo livello della parete sud. I resti di un grande camino sono ancora visibili sulla parete rivolta a nord.

Con il restauro del castello si è operato un intervento di tipo conservativo per la salvaguardia delle strutture superstiti. Lo scavo effettuato all’interno dell’area delimitata dal perimetro murario, ricolma di sfabbricidi, ha consentito la ricostruzione planimetrica di alcuni ambienti e l’individuazione di numerose cisterne interrate per la raccolta di aridi e liquidi.

Sabucina Area Archeologica Caltanissetta

La storia: La montagna di Sabucina si trova a circa 10 Km. a NE di Caltanissetta, sulla destra orografica del fiume Salso, l’antico Imera, e si eleva a m. 720 m. s.l.m. Insieme alla montagna di Capodarso, Sabucina controlla il punto in cui la valle del Salso si restringe e proprio per questa ubicazione strategica e geografica essa occupò nell’antichità una posizione di notevole rilievo a controllo delle vie di penetrazione militare e commerciale verso il territorio più interno di questa parte dell’isola, coincidente con l’area dell’antica Sikania.

Pertanto, anche se nel corso dei secoli mutarono le condizioni storiche e politiche, sul sito di Sabucina si susseguirono una serie di insediamenti, i quali, scanditi da poche interruzioni, si collocano cronologicamente dall’età del bronzo antico (fine III – inizi del II millennio a. C.) all’età ellenistica (inizi del III sec. a. C.). I dati archeologici ricavati dall’indagine scientifica e metodologica consentono di delineare nella maniera seguente le varie fasi di vita del centro di Sabucina.

Nell’età del bronzo antico, ai piedi della montagna di Sabucina, esistevano alcuni villaggi di facies castellucciana (XXIII-XV sec. a. C.);
Tra il XIII e il X sec. a. C., sui pendii della collina di Sabucina sorse un esteso abitato capannicolo della facies di Pantalica Nord del quale è stato possibile distinguere tre momenti di uso;
Tra il X e il IX sec. a. C., un modesto abitato riferibile all’orizzonte culturale di Cassibile, si impiantò sui resti del precedente villaggio capannicolo;
Tra l’VIII ed il VII sec. a. C., un nuovo insediamento con case rettangolari occupò la vetta e le pendici dell’altura e furono organizzate anche le aree di culto;
Nel VI sec. a. C., il sito venne ellenizzato dai coloni greci di Gela nell’ambito del loro progetto espansionistico verso l’interno della Sicilia, secondo un preciso disegno politico e militare, che prevedeva la fondazione di phouria (centri fortificati), o vere e proprie poleìs, a controllo delle vie di penetrazione commerciale e militare. In questo periodo furono costruiti il muro di fortificazione e gli ambienti a destinazione domestica.

Intorno alla metà del V sec. a. C., il centro subì una violenta distruzione; come tanti altri centri fortificati, ad opera di Ducezio, durante la rivolta delle città sicule contro i Greci (Diod. Xl, 91);
Nella seconda metà del IV sec. a. C., la città fu ricostrui-ta e chiusa da una nuova fortificazione, rafforzata da torri;
Nel corso del IV sec. a. C., Sabucina, così come tante altre città dell’Isola, fu nuovamente ripopolata, ad opera di Timoleonte, con nuovi coloni; l’abitato fu ricostruito e il muro di fortificazione rinforzato;
Dopo il 310 a. C. il sito fu abbandonato e la popolazio-ne si trasferì in fattorie e borghi ubicati ai piedi della collina;
Per l’età romana, imperiale soprattutto, si ha la testimonianza del formarsi di fattorie e ville nella pianura che si estende ai piedi della montagna, come suggerisce, peraltro, il complesso abitativo di Piano della Clesia e la relativa necropoli in contrada Lannari, dalla quale proviene il busto ritratto marmoreo dell’imperatore Geta (206-212 d.C.).

Le torri civiche

Sia quella di Monte Taborre, concessa per ragioni difensive da Filippo III (“Concedimus… Turrim… Construere”) e poi demolita e ricostruita, che quella integrata con la Chiesa del Ss.mo Rosario del 1820 e finalizzata a scandire il tempo per operai e minatori, che l’ultima del Cristo Re, più vocata a funzioni religiose, disegnano una skyline di San Cataldo che differisce molto da altre città e paesi dei dintorni.

Chiesa Madre/San Giuseppe

La chiesa madre, in passato Natività di Maria, fu edificata dal barone Vincenzo Galletti di Fiumesalato e marchese di San Cataldo nel 1632. Nel 1695, a causa di un crollo del transetto destro con la cappella di San Cataldo e il Crocifisso, la chiesa venne ricostruita di sana pianta per volontà del principe Giuseppe Galletti, il quale invitò il fratello Pietro, vescovo di Catania (9 maggio 1739). In quella occasione la chiesa madre fu re-intitolata all’Immacolata Concezione. Nel 1788 un terribile incendio causò ingenti danni nella sacrestia in nell’archivio. La chiesa rimase chiusa dall’aprile del 1965 al dicembre del 1979. Si presenta a croce latina a tre navate, divisa da arcate, con volta a botte e cupola centrale. Anticamente era dotata di 14 altari.

Chiesa di San Francesco d’Assisi Ex Cappuccini

La chiesa di San Francesco d’Assisi, già chiesa dei Cappuccini, fu realizzata anch’essa per volontà del principe Giuseppe Galletti e annessa all’ex convento dei cappuccini, a partire dal 1724. I cappuccini rimasero a San Cataldo fino alla soppressione degli ordini religiosi avvenuta nel 1866. Dopo l’alienazione il convento fu trasformato in ospizio per anziani. Ospita quattro altari laterali in legno intagliato: il primo a destra custodisce la statua della Madonna Assunta del 1957 che viene condotta in processione il 15 agosto.

Piazza San Francesco d’Assisi, 4 – San Cataldo (CL)
Tel: 0934 587018

Necropoli Vassallaggi

Posto lungo la Strada Statale 122 verso Serradifalco, era già conosciuto già dal XIX secolo, ma solo dal 1905 fu sottoposto a campagne di scavi, che fino agli anni Sessanta del Novecento hanno permesso il rinvenimento di importanti tracce di attività umana, a partire dai Sicani dell’Età del bronzo (tombe a forno) fino ai primi secoli della cristianità. Ruderi di muri, abitazioni, tracciati viari, tombe e siti di culto raccontano un rigoglioso passato. Un numero sostenuto di manufatti, alcuni perfettamente conservati, sono oggi in diversi musei della Sicilia.
Il percorso, è raggiungibile da S. Cataldo (Sicilia-CL), tramite la SS n° 122. Esattamente al Km 4 si imbocca una strada interpoderale in terra battuta che conduce al sito dopo alcune centinaia di metri.

Castello Mussomeli

Castello di Mussomeli
Capolavoro d’architettura militare del XIV e XV sec., fu fatto erigere da Manfredi III Chiaramonte ed è sicuramente una delle fortezze più inaccessibile della Sicilia. Il castello, situato a circa 2 km da Mussomeli è disposto a quote diverse e sembra fondersi con la rocca calcarea su cui si erge.
La fortezza è delimitata da due cinte murarie irragolari che sfruttano al meglio ogni possibile appoggio offerto dalla rupe; in tal modo il costruito si amalgama con la natura. La facciata esterna del castello con il portale e le finestre è ricca di elementi gotici.

SPECIALE PASQUA – Settimana Santa Sancataldese

Sono centinaia le persone che ogni anno vengono coinvolte nelle manifestazioni della Settimana Santasancataldese che ripropone i temi cari alla tradizione popolare e religiosa della Passione, morte e Resurrezione di Cristo. Mercoledì Santo: CORTEO STORICO – Il mercoledì offre momenti di grande spettacolarizzazione. Centinaia di comparse in splendidi costumi, danno vita a un lungo e maestoso […]

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